L’invecchiamento attivo all’attenzione del Comitato delle Regioni europee

Il 2012 è stato l’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra Generazioni: un’occasione per per riflettere su come gli europei vivono e restano in salute più a lungo, nonché per cogliere le opportunità che ne derivano.
L’invecchiamento attivo può dare alla generazione del “baby-boom” e agli anziani di domani la possibilità di:
restare occupati e condividere la loro esperienza lavorativa
continuare a svolgere un ruolo attivo nella società
vivere nel modo più sano e gratificante possibile.
Serve anche a mantenere la solidarietà tra le generazioni in società che registrano un rapido aumento del numero delle persone anziane.

Nel 2012 si volevano produrre risultati concreti, come condurre una vita autonoma, intervenendo in settori tanto diversi quanto il lavoro, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, l’istruzione per gli adulti, il volontariato, gli alloggi, i servizi informativi o i trasporti.... e nel 2019 se ne parla ancora
A distanza di 7 anni se ne parla ancora, già se ne parla!!

A tal proposito "se ne è dibattuto ieri, lunedì 17 giugno 2019, in sede di Commissione Risorse Naturali (NAT), presso il Comitato delle Regioni, alla presenza del Consigliere regionale e membro del Comitato Pierluigi Marquis.

Intervenuto nel dibattito, il Consigliere ha sottolineato l’importanza di lavorare in sinergia, nell’ambito della Strategia Europea per la Regione alpina (EUSALP), per garantire l’efficace erogazione di servizi socio-sanitari anche sul territorio montano, in accordo con l’approccio agli Smart Villages della Commissione europea.

A questo fine - ha continuato Marquis - sarà in particolar modo necessario assicurare una transizione efficace dall’erogazione tradizionale dei servizi a quella digitale, intervenendo con politiche adeguate per dare agli utenti le competenze e l’aiuto necessari per utilizzare con tranquillità le nuove tecnologie."

Nel 2012 si dibatteva per produrre risultati concreti, oggi se ne parla ancora.
Beh, l'importante che si continui a parlarne.

18 giugno 2019